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	<title>Blog Archivi - SEIUNISA</title>
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	<title>Blog Archivi - SEIUNISA</title>
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		<title>SEI Unisa in Corea del Sud per ICSB Academy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 09:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione, futuro, scambio culturale e team working sono solo alcuni dei concetti che hanno accompagnato il viaggio di formazione in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/sei-unisa-in-corea-del-sud-per-icsb-academy/">SEI Unisa in Corea del Sud per ICSB Academy</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Innovazione, futuro, scambio culturale e team working sono solo alcuni dei concetti che hanno accompagnato il viaggio di formazione in <strong>Corea del Sud</strong> degli <strong>Innovators SEIUNISA</strong> (programma realizzato da Fondazione UNISA e Università degli Studi di Salerno).</p>
<p>Spronati dalle esperienze dei fondatori delle più grandi aziende coreane come Samsung, LG e GS, gli studenti si sono immersi con dedizione e curiosità nelle attività di studio e confronto presso l’<strong>ICSB Academy</strong>, approfondendo il concetto di <strong>K-Entrepreneurship</strong> e scoprendo i diversi modi di intendere l’imprenditorialità in base al Paese in cui si opera.</p>
<p>Dopo aver visitato la <strong>Sungshin University</strong> di Seoul e il <strong>K-Entrepreneurship Center</strong> di Jinju, gli Innovators hanno partecipato ad una <strong>K-startup exhibition al KFJ Convention Center</strong> di Gwangju toccando con mano l’ecosistema imprenditoriale e universitario della Regione.</p>
<p>Si sono poi spostati al <strong>Gwangju Content Cube</strong>, dove hanno provato sulla propria pelle la grandiosità di tecnologie all’avanguardia come la <strong>facial capture</strong> e la <strong>motion capture</strong>.</p>
<p>Ogni momento è stato costruttivo e prezioso per ampliare i propri orizzonti e per mettersi alla prova. Una grande opportunità è stata la possibilità di lavorare costantemente in team multidisciplinari e multiculturali per lo sviluppo della propria idea imprenditoriale presentata alla <strong>Pitch Competition</strong> conclusiva di tale esperienza coreana.</p>
<p>7 team e tantissimi studenti provenienti da USA, Germania, Italia, Indonesia e Corea si sono uniti per proporre la propria visione e idea di innovazione e SEIUNISA è tornata a casa con grandi successi in valigia. Ad aver vinto, infatti, è stato il gruppo con gli Innovators SEIUNISA <strong>Teresa Abbagnale, Gaetano De Rosa e Mario Saporoso</strong> con “<strong>Nutrineeds – Food fit for you</strong>”.</p>
<p>Un viaggio formativo e sorprendente dal quale partire per investire nella propria terra.<br />
<strong>다음에 보자 Alla prossima!</strong></p>
<p>Sfoglia la nostra <a href="https://seiunisa.it/icsb-academy-corea-del-sud/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Box of Memories</strong></a> e rivivi i momenti salienti dell’esperienza SEIUNISA all’ICSB Academy.</p>
<p><a href="https://seiunisa.it/icsb-academy-corea-del-sud/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-2172 size-medium" src="https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy-300x225.jpg 300w, https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy-1024x768.jpg 1024w, https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy-768x576.jpg 768w, https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy-1536x1152.jpg 1536w, https://seiunisa.it/wp-content/uploads/2023/07/SEIUNISA-ICSB-Academy.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>Aprite la mente e siate curiosi: i consigli di Tommaso D&#8217;Onofrio</title>
		<link>https://seiunisa.it/tommaso-donofrio-aprite-la-mente-e-siate-curiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 14:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tommaso D’Onofrio, esperto di innovazione e consulente strategico, si è rivelato un interlocutore di alto livello e di grande interesse, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/tommaso-donofrio-aprite-la-mente-e-siate-curiosi/">Aprite la mente e siate curiosi: i consigli di Tommaso D&#8217;Onofrio</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Tommaso D’Onofrio, esperto di innovazione e consulente strategico, si è rivelato un interlocutore di alto livello e di grande interesse, sia durante la sessione pubblica che nel colloquio privato con gli Innovators SEIUNISA, cui ha trasmesso il suo entusiasmo e la sua visione. Il dott. D’Onofrio ha focalizzato l’attenzione sulle diverse possibili attività di investimento e sul suo ruolo di Managing Director di Demetra Holding e Senior Advisor di Incibum Lab. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h3><span data-contrast="auto">A tu per tu con Tommaso D’Onofrio</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Ad oggi soltanto undici Paesi dell’Unione Europea hanno introdotto una regolamentazione per il crowdfunding e tale regolamentazione in ogni caso non ha riguardato tutte le tipologie di crowdfunding. In Italia, per esempio, è stato regolamentato solo il modello equity. Da cosa è dovuto tutto ciò? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Ciò che richiede normativa era proprio l’equity crowdfunding, perché presuppone uno scambio di denaro con partecipazioni societarie. Quando scambio denaro con partecipazioni societarie, di fatto ciò che faccio è una sollecitazione al pubblico risparmio, la quale può configurare un&#8217;ipotesi di reato; pertanto, in assenza di normativa non potrei prevedere tale scambio. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Il crowdfunding nasce grazie al web, è evidente pertanto come il progresso tecnologico abbia impattato anche sulle forme di finanziamento. In futuro quali tecnologie emergenti potrebbero avere un impatto sulle forme di finanziamento? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Le due tracce sono quelle dei token e delle criptovalute. Qualcosa già sta succedendo perché ci sono piattaforme che già lavorano con modelli di questo genere, però è chiaro che la traccia è sempre più quella della dematerializzazione delle cose. È recente, nell’ultimo decreto, la possibilità di dematerializzare le quote delle S.R.L., cosa che agevola molto le operazioni di crowdfunding. La frontiera successiva è il fatto di rendere sempre meno hardware e più software tutte le operazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Può essere una buona strategia quella di fare scouting dalla letteratura universitaria o dai gestori di brevetti per recuperare buone idee? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Aprite la mente e guardate fuori dalla finestra. I brevetti sono archiviati in banche dati pubbliche dove si possono trovare cose interessanti, infatti, personalmente la sera leggo diversi articoli su portali di ricerca specializzati per recuperare informazioni interessanti su tecnologie di mio interesse. Inoltre, ci sono diverse aziende di consulenza specializzate che mettono a disposizione banche dati che cercano di prevedere il mercato in base alle innovazioni, i brevetti e le tecnologie che vengono sviluppate. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La curiosità è una parola chiave in questo contesto. Essere aperti e proattivi nel cercare fonti di ispirazione al di fuori del proprio settore o dell&#8217;industria di riferimento può portare a scoperte sorprendenti e a nuove opportunità di business. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La veglia strategica, ovvero essere sempre in guardia e cogliere le opportunità dei segnali anticipatori provenienti dal mercato, è fondamentale, spesso sono i segnali deboli che generano il momento disruptivo; quindi, è importante essere pronti a cogliere le opportunità&#8221;. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un altro vantaggio incommensurabile a nostra disposizione è il web, con l&#8217;enorme quantità di informazioni disponibili online, è possibile approfondire e cercare fonti di ispirazione in modo rapido ed efficiente.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Approfondite, siate curiosi!</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><span data-contrast="auto">Che consiglio dà a un team come il nostro che ha un’idea innovativa ma non ha ancora formato una start-up?  </span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Il Mentoring che ti posso dare è: non esprimere con timidezza il tuo pensiero, non sottovalutare le tue idee, il mio consiglio è vai avanti con il tuo team e con il tuo progetto, potrai scoprire che soluzioni simili esistono già, ma solo andando avanti lo saprai. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"> La parola chiave è “commitment”, devi proseguire con decisione e dedizione avendo sempre la consapevolezza dei rischi a cui vai incontro.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Essere uno startupper è un sogno e in quanto tale apre la vita e la mente, ma non bisogna mai dimenticare di autosostenersi nella vita, non si vive di soli sogni, bisogna trovare il giusto equilibrio tra l’aspettativa, che ci rende vivi, e l’autosostenibilità. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un altro consiglio che posso darti è che quando viene lanciata una start-up la “velocità” è fondamentale: se il progetto rimane fermo per un lungo periodo e se non decolla in un arco temporale definito è possibile che esso sia straordinariamente anticipativo rispetto al contesto storico, oppure non è innovazione e in entrambi i casi il mercato non ha un bisogno latente soddisfatto da quel determinato prodotto.” </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Come approcciarsi al costante cambiamento? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Il cambiamento non è solo il passaggio dal pubblico al privato oppure da un’azienda all’altra. È una questione di riposizionamento, del nostro riposizionamento, è un’opportunità, non una criticità ma c’è bisogno di saperlo gestire.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ho la necessità di pensare: «questo cambiamento cosa ha comportato?». </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È come se facessi un ‘analisi SWOT interna, anche a livello aziendale si cresce tramite il cambiamento poiché è valore e non posso ostacolarlo. Se un cambiamento sta per arrivare non posso oppormi, ma devo prepararmi ad accompagnarlo, altrimenti sarà una gara persa in partenza, esempi degli anni scorsi sono la direttiva comunitaria sull’HACCP oppure il regolamento UE sulla privacy (GDPR), le imprese sapevano che si trattava di norme che sarebbero arrivate, ma molte (troppe) sono arrivate impreparate. Bisogna studiare e capire quello che ci circonda, la conoscenza è un altro valore fondamentale per il cambiamento.” </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">L’intelligenza emotiva che ruolo ha giocato e gioca nella sua esperienza? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Se non utilizzata nel modo più giusto, rischia di essere ostacolante, limitante. Se gestita nel modo giusto è un valore fondamentale, è un fattore che entra in gioco anche nelle affinità caratteriali del team di cui si fa parte, affinità che posso governare tramite un modello di gestione delle emotività che sia coerente con il team di cui faccio parte. L’aspetto importante è riuscire a lavorare a qualcosa che ci piace fare, perché questo porta ad avere una capacità, un’emotività, un valore alla nostra vita, ben superiore a quando il coinvolgimento emotivo è nullo. L’imprinting chimico nella memorizzazione cerebrale avviene tramite un’emozione, è in grado di far ricordare e di generare storie emotive, questo ha un valore fondamentale.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Quando ha preso davvero consapevolezza del proprio valore? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Ci sto ancora lavorando. È una domanda molto difficile perché si tratta dell’equilibrio tra l’umiltà e la presunzione, che è una cosa di difficoltà infinita. La presunzione è la cosa peggiore che ci possa essere, quindi non dovete mai essere presuntuosi, perché voi apprendete dall’altro e voi esistete grazie all’altro. Quando faccio formazione esco migliore di quando sono entrato, proprio grazie al confronto che ho avuto. Se parto già con le certezze, non ho confronto. Io non avevo le risposte quando mi avete fatto le domande, le ho generate grazie alle vostre domande. È giusto che l’umiltà ci sia, ma d’altro canto non deve esserci la remissività. Devi credere in te stesso, se sai.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Mio padre diceva: «Poco se mi valuto, molto se mi confronto». Era una forma di presunzione in realtà, ma serve a dire che voi siete posizionati in un mondo e dovete conoscere il perimetro delle vostre competenze e delle vostre capacità e, tra queste, anche le capacità di relazione con gli altri. Non dovete mai avere il timore di quello, perché se non avete visione del vostro perimetro di posizionamento venite assorbiti dagli altri.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">È giusto essere umili e non presuntuosi ma come si fa, se si ha la tendenza ad essere remissivi quando si lavora in un team a farsi valere e a migliorare la propria autostima? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Lo psicologo, Eric Berne, afferma che data una transazione ne devo ricevere un’altra perché siamo esseri relazionali, dove la transazione può essere una qualsiasi azione/ atto comunicativo, come un saluto ad esempio; quindi, un primo elemento fondamentale è essere capaci di essere transazionali con gli altri poiché la comunicazione è un elemento fondamentale per la vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nell’analisi transazionale sviluppata dal suddetto psicologo esistono tre stati dell’io; genitore, adulto e bambino che sono definiti operativamente come un insieme di tipi di comportamenti coerenti che ognuno ha dentro di sé e che a volte possono scontrarsi con quelli degli altri. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questa analisi permette di capire che spesso i contrasti all’interno di un team di lavoro non sono causati da immaturità ma da una incapacità transazionale ad essere coerenti,&#8221; ovvero utilizzare stati dell&#8217;io &#8220;allineati durante la comunicazione e quindi di poter lavorare su questi aspetti in modo da poter gestire il team&#8221;. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Noto questo si può passare all’uso strumentale delle fasi dell’io; infatti, &#8220;l’essere consapevoli di queste dinamiche permette di sfruttarle e di comunicare in maniera efficace, costruendosi un perimetro del proprio sé.&#8221; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Hai mai avuto l’esperienza di rifiutare una startup che poi ha avuto successo? Come fai a valutare il potenziale di un’idea imprenditoriale e a decidere se investire o no? Quali sono i criteri che usi per dare fiducia ai fondatori di una startup? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Mi è capitato di non selezionare startup poi rivelatesi di successo. È del tutto normale e non bisogna turbarsi quando ciò accade. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Per valutare una startup ci sono quattro elementi chiave:  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<ol>
<li data-leveltext="%1." data-font="Calibri" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:0,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769242&quot;:[65533,0,46],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;%1.&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Il team: è fondamentale perché sono le persone che devono portare avanti la società ogni giorno.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
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<li data-leveltext="%1." data-font="Calibri" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:0,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769242&quot;:[65533,0,46],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;%1.&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Brevettabilità: l’idea deve essere valida e innovativa, ma anche brevettabile per evitare che altri la copino. Il software è difficile da brevettare, quindi bisogna depositare l’algoritmo in SIAE e sperare che basti.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
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<ol>
<li data-leveltext="%1." data-font="Calibri" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:0,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-1,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769242&quot;:[65533,0,46],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;%1.&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Velocità: un altro elemento importante è la velocità di arrivare al mercato e di diventare uno standard. Facebook, ad esempio, non è complicato tecnicamente, ma ha vinto perché è stato il primo a crescere così tanto. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
</ol>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Quali sono le principali sfide che affronti come Amministratore Delegato? Come gestisci i possibili conflitti con il CDA quando hai una visione diversa dalla loro? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Essere Amministratore Delegato significa avere una delega specifica da parte del Consiglio di Amministrazione per compiere determinate azioni. Questa delega è basata sulla fiducia che il CDA ripone nell’AD e sulle sue competenze. L’AD può agire autonomamente entro i limiti della delega, ma deve comunque rendere conto al CDA delle sue decisioni. Ci sono poi alcuni atti che richiedono obbligatoriamente l’approvazione del CDA, come il bilancio. In sostanza le sfide per un CEO sono quotidiane, ma con umiltà, esperienza e visione è possibile affrontarle sempre con efficacia e risultati di successo. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h3><span data-contrast="auto">Chi è Tommaso D’Onofrio </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="auto">Un Esperto di Innovazione e Consulente Strategico con una Lunga Carriera Internazionale. Tommaso D&#8217;Onofrio è laureato in Economia con una formazione executive in private equity presso la prestigiosa London Business School, è esperto di innovazione e consulente strategico con oltre 25 anni di esperienza in diverse aree del mondo del business. Oltre ad essere un mentore e un business angel di start-up e scale-up, D&#8217;Onofrio ha maturato una vasta e trasversale esperienza nella consulenza strategica in materia di business planning, corporate finance e compliance aziendale. Negli ultimi anni, D&#8217;Onofrio ha valutato numerosi progetti di innovazione su incarico della Commissione Europea, di holding di partecipazione, di piattaforme di finanza alternativa, incubatori e acceleratori. La sua esperienza in questo campo è stata consolidata attraverso la pubblicazione di libri e articoli sia a livello nazionale che internazionale.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A cura di: </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">Salvatore, Pier Paolo, Andrea, Ilaria, Gennaro Pio, Luciana</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/tommaso-donofrio-aprite-la-mente-e-siate-curiosi/">Aprite la mente e siate curiosi: i consigli di Tommaso D&#8217;Onofrio</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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		<item>
		<title>Giovanni De Caro accende i riflettori sul mondo delle start-up</title>
		<link>https://seiunisa.it/giovanni-de-caro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 13:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni De Caro inizia la sua carriera nel mondo della finanza con IntesaSanPaolo e dal 2000 entra nel mondo del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/giovanni-de-caro/">Giovanni De Caro accende i riflettori sul mondo delle start-up</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="none"><br />
Giovanni De Caro inizia la sua carriera nel mondo della finanza con IntesaSanPaolo e dal 2000 entra nel mondo del private equity come investment manager. Nel 2008 inizia ad occuparsi della gestione di fondi di venture capital, diventando nel tempo un punto di riferimento per l’ecosistema delle start-up nel sud Italia. Con Vertis fonda nel 2022 Univertis, la prima business school per la formazione di giovani analisti finanziari esperti di fondi di private equity e venture capital. È CEO della società Volano, che fa consulenza per start-up e PMI e supporta le aziende nella pianificazione strategica e nella ricerca di investitori.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>A SEIUNISA abbiamo avuto l&#8217;opportunità di incontrarlo.</p>
<h3><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"><br />
A tu per tu con Giovanni De Caro<br />
</span></h3>
<h5><b><i><span data-contrast="none"><br />
Come sei entrato nel mondo delle start up?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">In realtà è stato quasi per caso. Lavoravo nel private equity e, come per tutti i fondi di investimento, vi erano un periodo di investimento e un periodo di gestione. Quando il periodo di investimento è terminato, dopo la gestione è stato lanciato un altro fondo. Questo nuovo fondo era di venture capital, a Napoli, e mi è stato chiesto di occuparmene. Non avevo mai fatto venture capital in vita mia, è stato come prendere un palo in faccia. Per un anno abbondante, non sapevo nemmeno dove mettere le mani. Poi piano piano ho imparato e ho continuato su quella strada.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Perché hai scelto il mondo delle start up invece di rimanere nel private equity?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Il private equity è un lavoro di precisione, mentre il venture capital è un lavoro che richiede molta creatività. La precisione è comunque necessaria, soprattutto quando vai a negoziare i contatti, ma oltre questo il venture capital ti consente di avere a che fare con le tecnologie più disparate, i modelli di business più diversi, ambiti e anche tipi di persone molto particolari. Nel private equity, tipicamente hai di fronte imprenditori e manager che hanno già una loro storia ed esperienze consolidate. Nel venture capital hai a che fare invece con gente molto più interessante, anche da un punto di vista umano. Quindi il venture capital non è solo un investimento e acquisizione del ruolo di socio, ma c&#8217;è anche una componente di &#8220;smart money&#8221;. Non è solo “money”. A questo si devono affiancare anche altre persone o risorse “smart”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Puoi spiegare cosa significa &#8220;smart money&#8221;?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">&#8220;Smart money&#8221; è un’espressione che sta a indicare un investimento a capitale basso, al quale vanno affiancate delle risorse in aiuto dell&#8217;imprenditore. Queste risorse possono essere competenze, conoscenze, esperienze. In poche parole, si affiancano persone che danno un valore aggiunto all&#8217;imprenditore.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Cosa significa &#8220;equity crowdfunding&#8221; e come funziona?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">L&#8217;equity crowdfunding è una modalità di investimento a basso capitale. Si tratta di un sistema di raccolta fondi che consente di ottenere quote azionarie in cambio di un investimento. Questo metodo può essere molto vantaggioso per le startup che cercano un finanziamento iniziale in quanto coinvolge un alto numero di persone che investono somme relativamente piccole. Questo metodo è molto diverso dal venture capital, dove l&#8217;investimento è effettuato da un solo investitore o da una società di venture capital. In generale un investitore che fa venture capital cerca di selezionare la migliore impresa possibile e di investire in modo ottimale, mettendo quanto meno soldi possibile alla più bassa valutazione possibile. Sulle piattaforme di equity crowdfunding invece questo ragionamento non viene fatto. Mentre io investitore ho un interesse specifico a pagare poco perché se vendo bene guadagno, la piattaforma sia che si paghi poco o che si paghi caro trattiene comunque il 7% dell&#8217;investimento e questa commissione sulla raccolta dei fondi definisce il suo modello di business. In generale, statisticamente, nel crowdfunding si trova una sopravvalutazione delle attività del 20-30%. Inoltre, siccome l’investitore principale è il consumatore stesso, nell’equity crowdfunding spesso si hanno modelli di business B2C a differenza del venture capital nel quale si investe principalmente in modelli B2B.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Quali criteri utilizzi per selezionare le startup in cui investi?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Quando seleziono una startup in cui investire, cerco di individuare le migliori opportunità possibili e di investire nelle condizioni più favorevoli. Questo significa che cerco di pagare il prezzo più basso possibile per acquisire la massima quota possibile. L&#8217;obiettivo è quello di minimizzare i rischi e massimizzare i guadagni.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Come ci si relaziona con gli investitori per cercare di ottenere fondi?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Questa è una questione molto delicata. In genere una start-up per convincere gli investitori a dare fondi prepara una presentazione per vendere l’idea. Spesso, se il pitch è debole o se il team non riesce a rispondere alle domande degli investitori, anche piccole, è difficile che riescano ad ottenere i fondi. Tuttavia, se il team è solido e l’idea è buona, il responsabile del fundraising dovrebbe aiutare a coprire le lacune. È fondamentale preparare la start-up nel modo migliore per affrontare l&#8217;investitore.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Quali sono le caratteristiche fondamentali di un pitch perfetto per una start-up?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Il pitch perfetto deve essere preparato in modo approfondito e deve presentare un team solido e ben preparato, in grado di rispondere alle domande degli investitori. Inoltre, il progetto presentato deve essere innovativo e offrire un vantaggio competitivo rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Qual è il metodo utilizzato dai fondi per valutare una start-up?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">I fondi hanno dei modelli di valutazione basati su un metodo chiamato Venture Capital Method. Questo metodo tiene conto di tre parametri fondamentali: la tua ambizione, cioè il tuo business plan; come si comporta il mercato, cioè a che prezzi si vendono aziende come la tua, o per la precisione a che multipli dei ricavi si vendono. Queste prime due cose, i ricavi che pensi di generare tra 4 o 5 anni, e il multiplo dei ricavi a cui aziende come la tua si vendono tipicamente, vengono moltiplicate l&#8217;una per l&#8217;altra per stimare il valore dell&#8217;azienda tra 4 o 5 anni. Ad esempio, se il multiplo a cui si vende una società di software (SAS) è 5 volte i ricavi e pensi di generare 10 milioni di ricavi al quarto anno, allora l&#8217;azienda verrà venduta a 50 milioni tra 4 anni. Per stimare il valore attuale dell’azienda basandosi sul suo valore stimato in futuro, si usa un tasso di sconto che tiene conto dei rischi. Quanto più alto il rischio, tanto più alto sarà il tasso di sconto e quindi tanto più basso sarà il valore dell&#8217;azienda.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Come si determina il tasso di sconto?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Ci sono dei metodi che prendono in considerazione tutta una serie di cose che riguardano la vita dell&#8217;azienda, il prodotto, il management, la maturità, che aiutano a definire, misurare e quantificare il rischio, scontando il valore dell’azienda.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Quando la propensione al rischio fa di un soggetto un imprenditore e non uno scommettitore?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Sono due figure con profili completamente differenti. Il gambler ha qualcosa in comune con il trader, nel senso che è interessato a fare soldi sui mercati finanziari. Tuttavia, il trading e l&#8217;imprenditorialità sono due mestieri molto diversi. L&#8217;imprenditore nasce da un progetto, non da una scommessa. Ha un&#8217;idea per fare qualcosa e, se riesce a mettere insieme tutti i pezzi nel modo giusto, può portare a termine il suo progetto. Non sta scommettendo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none"> </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">A cura di:</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">Carmine Del Negro, Giuseppe De Riso, Giuseppe De Simone, Lorenzo Pietrosanto, Matteo De Simone, Simone Ferraro, Tommaso Di Maio  </span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Un focus su innovazione e ambiente con Attilio Palumbo</title>
		<link>https://seiunisa.it/935-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 09:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Gli Innovators di SEIUNISA hanno incontrato Attilio Palumbo, laureato in Ingegneria Civile per l&#8217;Ambiente ed il Territorio presso l’Università [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/935-2/">Un focus su innovazione e ambiente con Attilio Palumbo</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Gli Innovators di SEIUNISA hanno incontrato Attilio Palumbo, laureato in Ingegneria Civile per l&#8217;Ambiente ed il Territorio presso l’Università degli Studi di Salerno, dal 2013 è Project Manager di iniziative nazionali e internazionali, per progettualità sia private che sostenute dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri o dalla Commissione Europea. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h3><span data-contrast="auto">A tu per tu con Attilio Palumbo</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<h5><b><i><span data-contrast="auto"><br />
Post covid l’UE ha posto la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale come temi centrali degli investimenti. La sua visione le ha permesso di vedere, già da diversi anni, queste due tematiche come prioritarie nei vari progetti lanciati. Quale potrebbe essere, secondo lei, la svolta in un prossimo futuro? In quali ambiti immagina che potrà evolversi il concetto di innovazione?</span></i></b> <span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">L’innovazione è presente su tantissimi ambiti, che spaziano dalla cosmetica alla motricità, dall’ingegneria a tanto altro. Il covid ha creato uno scossone iniziale, ma ha anche frenato l’interesse per le tematiche ambientali a favore del tema della salute delle persone. Guardando anche agli equilibri negli scenari geopolitici internazionali, possiamo dire che veniamo dal periodo di pace più lungo di sempre: speriamo duri, ma uno scossone geopolitico come uno scontro tra le grandi potenze potrebbe creare dei disallineamenti. Per preparaci a fronteggiare queste eventualità possiamo, quindi, creare dei business digitali, magari anche internazionali, affinché si possa essere indipendenti da ciò che succede in un singolo stato. Tra gli ambiti in cui si farà innovazione ci saranno di sicuro il Machine Learning, il Web3.0 e la Digital Health. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">L’università resterà sempre la scelta primaria di formazione che lo studente intraprenderà dopo la scuola superiore, oppure ci sono corsi di specializzazione più brevi e specifici?</span></i></b> <span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Ci penso da diversi anni ed è proprio per far fronte a questa esigenza che nasce Talents4Planet. La stessa commissione europea, nel 2022, si è espressa a favore delle microcredenziali come strumento di integrazione dell’ossatura fornita dalla formazione universitaria; tale necessità è ora evidente e lo sarà sempre più in futuro a causa della velocità stessa del digitale e per via del fatto che le università sono più restie a cambiare i programmi dei corsi di laurea. Immaginando un futuro ancora più veloce, si prediligeranno le microcredenziali per la formazione diretta, mentre l’università resterà più diretta verso la pura ricerca. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Come state sviluppando il tema della sostenibilità sociale e del welfare assieme al tema della sostenibilità ambientale? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Lo spazio di coworking di The Green Hub è luogo fisico di incontro e di aggregazione che consente uno sviluppo del territorio, aumentandone il valore grazie alla contaminazione delle idee e delle passioni delle persone che vivono questo spazio. A tutti forniscono delle conoscenze di base sui temi della sostenibilità ambientale affinché i futuri imprenditori possano rispettarle. Un impatto nel welfare è generabile proprio dando l’esempio, creando momenti di confronto e di diffusione nel territorio. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Greenhub può essere un modello di riqualificazione territoriale a cui ispirarsi e da applicare in zone metropolitane?</span></i></b> <span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Anche valorizzare le frazioni delle aree metropolitane è importante e questo è anche il caso di The Green Hub che promuove questa idea anche in termini di marketing. Non è pura riqualificazione della frazione, ma una riqualificazione più ad ampio raggio, anche indiretta, in quanto l’obiettivo è riqualificare il modo di pensare dei giovani e il modo di fare impresa.  </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="auto">Quanto sta crescendo l’attenzione per il tema dell’e-health al The Green Hub? </span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="auto">Al The Green Hub non ci sono corsi su questa tematica anche per via del fatto che l’Hub non è stato ancora contattato da aziende in ambito sanitario e farmaceutico. Tuttavia, essendoci importanti investimenti nel settore, non si esclude che nel futuro nasceranno aziende del territorio che siano interessate a dei profili con queste competenze. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<h3><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> I consigli di Attilio Palumbo agli Innovators<br />
</span></h3>
<p><span data-contrast="auto">Più consigli sono stati forniti ai futuri imprenditori durante l’intervento: </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Avere una vision board, un quadro di quello che vogliamo diventare o che vogliamo realizzare alcuni lassi temporali definiti. Tale attività è fondamentale per una startup, ma lo è anche per la valorizzazione di se stessi: è necessario mettere su carta degli obiettivi e perseguirli, anche se questi cambiano e vengono rivisti durante il processo; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Non stare solo sui libri, ma soprattutto fare, mettersi in gioco e uscire dalla propria comfort zone: anche se la remunerazione economica non è soddisfacente e se il morale è basso, soprattutto nelle prime fasi è importante sperimentare per capire cosa si vuol davvero fare nella vita e per capire quali siano le proprie preferenze; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Acquisire alcune competenze trasversali (Illustator, WordPress, gestione dei profili social, gestione dei lavori di un team o altro) è fondamentale per chi vuole fare impresa o anche per migliorare la brand reputation di sé stessi; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Quando si presenta il prodotto del proprio lavoro, è bene essere entusiasti: in azienda si cercano persone appassionate, e il modo di esporre le proprie idee può cambiarne radicalmente il risultato; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="5" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Ringraziare sempre chiunque abbia fornito un supporto in una qualunque fase del processo; </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="1" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="6" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Chiunque può seguire il modo dell’euro progettazione e può partecipare a questi bandi; non è necessario avere tutte le competenze richieste per lo sviluppo completo del progetto poiché, spesso, ci si troverà a delegare molti lavori ad esperti del settore, per cui non si è mai soli. Si può iniziare anche seguendo dei semplici corsi su YouTube, gratuiti, e poi eventualmente approfondire.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b><span data-contrast="auto">Chi è Attilio Palumbo</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="auto">Gli anni post-laurea sono di sperimentazione continua e caratterizzati dalla parola &#8220;fare&#8221;, essenziali per la sua crescita personale e professionale: nel 2011 si lancia nella sua prima impresa, Virtuos Italy, un sito il cui obiettivo era quello di raccogliere le buone pratiche ambientali in uso nei vari comuni italiani. Da questa esperienza non trae alcun profitto, ma acquisisce una serie di competenze trasversali (come Illustrator, WordPress, organizzazione dei lavori in un team e gestione dei profili social), che gli saranno poi utili durante tutta la carriera. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dal 2015 si focalizza sulla progettazione e sull’autoimprenditorialità: grazie alle competenze acquisite al corso &#8220;Project Cycle Management, come si scrive e gestisce un progetto&#8221;, vede per ben sette volte finanziate e realizzate le sue idee, come Green Generation. Questa esperienza si rivelerà fondamentale per la realizzazione del The Green Hub.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel 2018 ha fondato il The Green Hub a Cava de’ Tirreni, punto di riferimento per startup e innovatori che investono sui temi del digital e della sostenibilità ambientale. Non è solo uno spazio di coworking, ma al contempo è incubatore per startup e luogo di alta formazione (gratuita) su competenze specifiche richieste dalle aziende. Tramite il brand “Talents4Planet”, infatti, il The Green Hub si pone da intermediario tra i futuri lavoratori e le aziende del territorio, ed effettua questo matching anche attraverso degli hackathon. L’aggettivo “Green” racchiude un concetto ampio, ovvero non solo contempla la sostenibilità ambientale e l&#8217;impatto zero in senso stretto, ma rimarca l&#8217;esigenza e l&#8217;obiettivo di formare una generazione di talenti che siano sensibili alla tematica del Climate Change e che abbiano le competenze della “just transition”. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dal 2019 è Director of Support and InfoCenter presso la corporate VYVO Inc., gruppo che si sviluppa lungo differenti rami: “HELO”, ramo il cui obiettivo è quello di sviluppare smart devices in grado di raccogliere ed elaborare dati sulla persona tramite sensori e algoritmi all’avanguardia, come smartwatch oppure smart scale Blockchain ed NFT, il cui obiettivo è quello di aggregare e anonimizzare i dati prodotti da dagli smart devices di HELO affinché il cliente possa mantenere sempre la proprietà dei propri dati Web3 Digital health.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/935-2/">Un focus su innovazione e ambiente con Attilio Palumbo</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luca Tesauro, il valore delle persone e della fiducia</title>
		<link>https://seiunisa.it/luca-tesauro-il-valore-delle-persone-e-della-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 14:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei Unisa, ancora una volta, regala preziose opportunità ai suoi borsisti. Un piccolo gruppo ha avuto il piacere di intervistare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/luca-tesauro-il-valore-delle-persone-e-della-fiducia/">Luca Tesauro, il valore delle persone e della fiducia</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="none"><br />
Sei Unisa, ancora una volta, regala preziose opportunità ai suoi borsisti. Un piccolo gruppo ha avuto il piacere di intervistare l’eclettico e intrigante Luca Tesauro, esempio di professionalità e di creatività eccellenti del territorio salernitano. Conosciamolo meglio.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3>
A tu per tu con Luca Tesauro</h3>
<h5><b><i><span data-contrast="none"><br />
Se potessi rubare una caratteristica alle nuove generazioni, cosa ruberesti?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">La libertà di poter viaggiare. Il mondo oggi ti offre l’infinito e i giovani sono fortunati nel poter sfruttare questa opportunità. Ruberei certamente quella libertà di poter esplorare se stessi intorno al globo con più facilità e meno ostacoli.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Cosa credi che, invece, manchi alla nostra generazione rispetto alla tua?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Il non essere collegati, l’essere proprio sconnessi da tutto. Quello vi manca! Il fatto di non fare niente, di non vedere niente, o di magari vedere una sola cosa alla volta. Il fatto di non avere il tempo di riflettere su chi siamo. C’è troppa distrazione, troppe informazioni, un overload di tutto. Penso voi passiate ore al cellulare, no?! Anch’io per lavoro sono costretto a farlo, ed è una cosa che dopo un po&#8217; mi pesa molto, per cui mi cerco i miei momenti, come la mattina alle 6:00. Questo un po&#8217; manca secondo me. Infatti penso sia un bel business quello della “disconnettività”: Nokia, sconnecting people! Lo leggevo a Salerno, qualcuno ci ha fatto un murales. Una cosa che mi aiuta molto è fare due minuti di silenzio, chiudere gli occhi per un po&#8217; e si rassetta tutto. L’altro tema è la mancanza di focalizzazione e concentrazione, l’estremo passare da una cosa all’altra. Pure la giornata di oggi: mi è iniziata alle 6:00.</span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Ma poi a che ora vai a dormire se ti svegli alle 6:00?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Ieri sera, dopo il Napoli a mezzanotte che stavo arrabbiato, sennò di solito alle 11:00 o alle 10:00 e mi sveglio alle 5:00, alle 6:00, a volte pure alle 4:00. Dipende dai giorni, dai pensieri, perché a volte il cervello si accende alle 5:00 e quello è il momento migliore, in cui stai tu, tranquillo, nel buio, prima che si accende la luce, che stai in quella fase in cui stai per vivere un giorno in più. Là, l’energia che puoi creare, da solo, senza fare nulla, è enorme.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Del tuo intervento mi ha colpito un sacco il fatto che hai dato molta importanza alle persone rispetto alle idee. Ho percepito la fiducia che scegliete di dare a chi ha un progetto e decide di rivolgersi a voi. Mi chiedevo allora: quanto pesa l’intraprendenza di una persona a fronte di un’idea di impresa visionaria e potenzialmente valida? Tra le due, quale conta di più secondo te?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">L’istinto, che è per me un elemento fondamentale, mi dice che dobbiamo tornare molto alle persone, che sono quelle che poi fanno le idee. Le idee nascono a prescindere, ma la fiducia è secondo me il tema fondamentale. Un tema che proposi anche al festival, diversi anni fa. Lavorare molto sulla fiducia, in se stessi e negli altri. È una cosa che, secondo me, può salvare buona parte anche delle tecnologie. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Secondo te, quali sono le difficoltà e le opportunità di unire il Patrimonio Culturale, e più in generale la Cultura, all’innovazione digitale?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Le possibilità sono diverse. Avete conosciuto Amleto (Picerno Ceraso), che vi avrà raccontato di come ha utilizzato le stampanti 3D per riprodurre i reperti dei musei. Questo è il classico esempio di come utilizzare la tecnologia nel campo del Patrimonio Culturale. Noi abbiamo girato un film a Pompei, facendo girare ai ragazzi delle scuole di Pompei, uno spettacolo teatrale basato sulla commedia di Aristofane, “Gli Uccelli”. L’opera è disponibile ora su Prime e Discovery+; ne è stata realizzato un docufilm, ed ora stiamo girando il secondo.Questa è la tecnologia, nel senso che tu hai una forma teatrale, all’interno di un contesto archeologico, e abbiamo realizzato un docufilm. Adesso abbiamo realizzato un nuovo format in cui i ragazzi raccontano gli scavi, e ne verrà fuori un altro docufilm. La tecnologia qual è? In questo caso è la piattaforma di Amazon; è un modo diverso di raccontare quella cosa.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Vale sempre il concetto del saper comunicare?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Sì. Ma ci sono anche delle tecnologie pazzesche. Ad esempio, negli scavi si può realizzare la ricostruzione 3D di tutto.L’educazione è molto importante, cioè come educhi a conoscere il passato attraverso la tecnologia. Molti esperimenti sono stati fatti con la realtà virtuale. Cosa le nuove tecnologie aiuteranno a fare nell’Archeologia non lo so, perché non conosco benissimo il campo. Ho degli amici archeologi che lavorano, uno però sta a Londra, l’altro non ricordo dove… è comunque un lavoro molto di ricerca, di studio, di contatto con la terra. La tecnologia può darti una mano a comprendere meglio… ma comprendi sempre meglio la Storia, quello che hai trovato. Forse in questo campo potrebbe essere utile l’intelligenza artificiale per collegare più scavi contemporaneamente e avere informazioni condivise, realizzare magari traduzioni più veloci di manoscritti. Leggevo che ultimamente hanno fatto un’altra importante scoperta a Pompei, mi sembra di averla letta ieri… vabbè, insomma, lì ovunque scavano trovano qualcosa. Forse la tecnologia può aiutarci a capire tutto quello che si trova sottoterra a Pompei (ironico). È utile la tecnologia per sapere prima dove e cosa scavare, ecco. Ottimizzare i tempi. La questione qual è? Che la Storia va preservata, anzi, va valorizzata. Come dici tu (Valentina Caroccia), è uno strumento importante…però i posti di lavoro vanno in un’altra direzione. Se ti devo dire le richieste di posti sul mercato del lavoro, e vedi i profili richiesti, gli archeologi non sono ai primi posti. Forse in quel caso le competenze tecnologiche o la tecnologia in sé possono essere delle componenti che aiutano a trovare lavoro. Non saprei dirvi, perché non conosco il segmento di mercato… però è complicato. Che sia necessario, quello sì. Voi scegliete questo percorso per passione, immagino? E quindi continuate a farlo, per il momento non pensate al resto. Però è indubbio che la parte umanistica serva anche tecnologia; l’integrazione fra le due cose è necessaria secondo me.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">In tema di comunicazione, ci ha colpito, spulciando il sito del Giffoni Innovation Hub, l’enfasi che si pone su un linguaggio meno istituzionale per meglio entrare in contatto con i giovani. Si corre il rischio di svilire le tematiche affrontate, culturali o meno, con un linguaggio troppo semplice e poco istituzionale?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Solitamente noi riuniamo ragazzi con aziende e istituzioni per ottenere sempre una contaminazione positiva. Sono cambiati molto i linguaggi negli ultimi 5 anni. Secondo me in questa fase storica i linguaggi e i canali di comunicazione cambiano troppo velocemente e le aziende sono spesso disorientate e affaticate per stare al passo. Non si tratta più del tipo di linguaggio (istituzionale o informale), ma di come si sta evolvendo la prospettiva delle cose. I creativi sono il giusto innesto per collegare giovani, aziende e istituzioni in modo equilibrato e con valore.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Giffoni Innovation Hub si occupa di varie tematiche. Come fa l’Innovation Hub a diversificare i propri interessi e le sue attività? Quali sono i fattori sociali, economici… anche geopolitici, nella complessa fase storica che stiamo vivendo?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Questa è una bella domanda, complicata. Dal lato progettuale, i nostri interessi sono nel creare posti di lavoro al Sud. Noi siamo partiti da questo problema: se si va a controllare l’indice nazionale di occupazione, l’Italia è messa malissimo per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, al Sud e in Campania ancora peggio.Siamo partiti da questo dato e come migliorarlo, creando percorsi di formazione affinché le competenze che noi forniamo ai ragazzi, possano essere utilizzate nel mondo del lavoro. In questo momento stiamo realizzando un master sull’area engine, un software utilizzato per realizzare modelli 3D ecc., così come stiamo facendo altri percorsi formativi. Questo cosa c’entra con il lavoro? Poco; stiamo parlando di un tema così complicato di cui stiamo subendo solo le conseguenze, perché le aziende investono meno, per le varie crisi che ci sono attualmente e che si stanno sovrapponendo. Da un punto di vista aziendale, noi stiamo affrontando, dunque, un rischio. Sulle tematiche attuali… come quelle politiche, non ne trattiamo noi. Tematiche sociali invece sì, in base ai progetti. Attualmente stiamo realizzando un progetto sulla leucemia, sulla depressione giovanile, con un film che sta andando molto bene. Scegliamo i temi anche in base a quelle che sono le nostre competenze. Potremmo anche interagire a livello geopolitico, non lo facciamo, ma potremmo farlo, esempio:  Uno dei temi che stiamo trattando è come portare la sostenibilità energetica in paesi come il Qatar, tramite aziende e multinazionali nostre partner come Eni, Enel e altre francesi e norvegesi, creando eventi lì in cui i giovani parlano di sostenibilità con le aziende che si stanno occupando di questo tema a livello internazionale, in un paese che sta cambiando geopoliticamente come il Qatar in relazione ai prezzi del gas ecc. ecc.; questo per ora ancora non lo stanno facendo, ma abbiamo in programma di farlo. Per ora non possiamo farlo perché necessitiamo di una squadra di persone di un certo livello. In alcuni paesi siamo messi molto bene, con aziende estere, abbiamo buoni rapporti anche con il governo italiano, che ci riconosce come una realtà importante. Stiamo rinforzando anche il nostro ruolo in Europa con la Commissione Europea…sono elementi utili che aiutano a farci conoscere a livello internazionale. Quindi cosa potremmo fare in futuro? In questo dovete aiutarci voi. Ci aspettiamo giovani come voi che si mettano in gioco con dei propri progetti e proprie idee. In sintesi, rispondiamo al problema principale che è aiutare a risolvere il problema della disoccupazione giovanile in Campania, ma dobbiamo anche fatturare, perché altrimenti l’azienda non va avanti, e poi dobbiamo comprendere le problematiche contemporanee e affrontare tematiche di questo tipo. Non è semplice. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Noi italiani siamo soliti dire che in Italia abbiamo tantissimo patrimonio culturale, archeologico, artistico, ma che non sappiamo valorizzarlo a dovere, come succede invece all’estero. Un consiglio per chi vorrebbe investire nell’ ambito culturale?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Io sono nato a Napoli, ho vissuto nel centro storico, in mezzo a chiese e in mezzo ad un patrimonio storico enorme. Ora Napoli sta diventando: lo scudetto, Maradona, roba da mangiare. È uno schifo. Ne parlavo proprio con un giornalista della RAI, Ettore di Lorenzo, con il quale stiamo facendo una produzione su alcuni personaggi storici che sono passati per Napoli, come Filangieri, Vico ed altri. Il problema è come tu racconti le cose secondo me. Ad esempio, se vai su Instagram puoi vedere un ragazzo che racconta i detti e le parole napoletane. È talmente bravo che ha avuto anche un elogio dal comune di Napoli, perché racconta una parte di cultura napoletana come non era mai stata raccontata. Come racconti le cose è una cosa fondamentale: il linguaggio, la comunicazione sono fondamentali. I beni li abbiamo, non è che non li abbiamo, ma il problema è come si scoprono. Io amo molto Parigi, seguo molto alcune cose di Parigi e persone che raccontano Parigi in maniera diversa. A Parigi, non so chi ci è stato, ma è una città dove puoi andare 1000 volte e scoprirai 1000 miliardi di cose diverse. Ma è così per qualsiasi luogo: esplori la Campania, la Puglia, la Basilicata… qualsiasi regione d’Italia ha 3000 cose da vedere. Secondo me il racconto è quello che dovremmo fare un po’ meglio e potremmo farlo anche un po’ meglio degli altri. Invece si vive un turismo troppo massificato. Arriva quel turismo che gira velocemente i negozi, va là e si mangia la pizza fritta e così via, parlo almeno della nostra regione. È un bel tema questo. Io lavorerei molto sulla comunicazione, secondo me quello è il linguaggio migliore, e poi anche per attività per famiglie, perché non ce ne sono molte secondo me. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Alla fine questo è quello che il napoletano ha da offrire, proprio perché è quello che la gente vuole, tra virgolette. Le persone che guardano Napoli vogliono quello: lo scudetto, il cibo, Maradona, non pensano più ai grandi attori come Eduardo Di Filippo, Massimo Troisi…</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Io ho conosciuto Maradona. Ho avuto la fortuna di vivere il Napoli del primo scudetto. Mio padre non c’è più però penso: ora il Napoli vince lo scudetto e il primo pensiero va a mio padre. Io però non andrò a Napoli a festeggiare perché sarà una città invivibile quel giorno. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">La sua domanda però era più legata al fatto che noi non sfruttiamo un patrimonio enorme. In qualsiasi paese vai tu paghi qualsiasi cosa, mentre qui da noi le chiese non si pagano, se non sbaglio. C’è un business su ogni cosa e a noi manca un po’ di americanità, di visione di business di alcune cose, ma fa parte anche un po’ dell’essere italiani.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Sì, infatti la frase tipica di noi italiani all’estero è: ho pagato per visitare una chiesa, un monumento, ma se vado in una regione a caso italiana ne posso vedere di più belli che però non sono valorizzati come all’estero.</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Il Cilento per me è il paradiso, e quello è sfruttato? No. L’aeroporto di Salerno? Un’occasione enorme per fare altri flussi di turisti organizzati bene. A volte sono tanti elementi che caratterizzano questo: un po’ la mentalità delle persone, c’è ancora molto provincialismo, c’è anche paura dello straniero. C’è ancora una mentalità poco globale da questo punto di vista. Anche questo secondo me, è un tema molto complicato. Poi ci sono anche interessi specifici di alcuni soggetti male interessati a gestire i viaggi in un certo modo. È un paese difficile questo, in altri paesi magari è più facile.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Gli unici che sembrano riusciti ad evadere sembrano quelli della costiera amalfitana.</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">In costiera però è chiusa la strada, quella è. Hai il limite spazio-temporale. Ho un amico che ha un albergo a Praiano, piccolo, ora lavora nel turismo. Sta gestendo tutta una serie di progetti che per cercare di migliorare i servizi. Quello è il paradiso. Chi viene in costiera, e vengono turisti anche a farsi matrimoni di 3 giorni da 100.000 dollari al giorno, ha un target ben diverso.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Nel corso del tuo intervento hai più volte parlato di creatività, integrazione, internazionalizzazione e così via. Allo stesso tempo, però, hai presentato una serie di progetti e idee che sono partite da te e che vanno a coinvolgere questa nuova tecnologia che è l’intelligenza artificiale così come , ad esempio, l’ultimo progetto sviluppato  sulla depressione giovanile può trovare una soluzione nell’intelligenza artificiale, pensandoci. Non credi che queste due cose possano entrare in contrasto? Ad esempio, intelligenza artificiale e creatività, intelligenza artificiale e integrazione. Se sì, come pensi di riuscire a trovare un equilibrio perfetto tra le due cose?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">È una domanda molto complicata perché è un tema su cui stanno riflettendo diversi, milioni di persone. Ci stanno riflettendo anche i governi, le istituzioni religiose e ci stanno riflettendo anche le aziende. Quindi è una domanda molto complicata questa. Il tema è proprio cercare di capire come orientarsi in questo flusso abbastanza folle. Ogni giorno vedo nuovi software che nascono su questo, quindi la questione è che, secondo me, c’è una parte di persone che stanno usando la tecnologia per  integrare delle soluzioni migliori, come citavo ciò che sta facendo il Bambin Gesù che ha messo insieme vari ospedali per raccogliere più dati, e c’è invece chi sfrutta questo per fare un app, magari, per togliere lavoro ai creativi, ai designer, anche se è un altro tema molto complicato. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Quindi la risposta non ce l’ho perché la domanda è troppo complicata in questa fase storica in cui c’è ancora molto disordine a riguardo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Riformulo. Scommettere sull’intelligenza artificiale, in qualche modo, si rischia di mettere in trappola quello che è il meccanismo dietro al Giffoni. Cioè, nel senso, utilizziamo questa nuova tecnologia, facciamo qualcosa di nuovo però questa cosa può nuocere ad un qualcosa di vecchio che però è ancora in crescita. Cioè, non ha paura di “farsi le scarpe da solo”?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Il nostro compito di innovatori e quello di utilizzare in maniera consapevole e il vero segreto è proprio quello, ovvero cercare di lavorare con il vecchio, con una logica umanistica, naturalistica di alcuni principi che penso rimarranno sempre solidi rispetto ad un’evoluzione che non puoi fermare. Non è che puoi fermare l’intelligenza artificiale, come la fermi. Quindi tra Skynet di Terminator e la rivoluzione globale dell’essere umano combattente con la clava contro la macchina, il ruolo di Giffoni è molto complicato perché in parte educhiamo i ragazzi all’utilizzo della tecnologia in maniera consapevole, dall’altra parte la tecnologia progredisce a prescindere da quello che tu decidi. Questo sarà un tema iper-complicato ma per tutti. Quindi la domanda è molto complessa, la risposta ancora di più. Però, è un tema interessante questo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h5><b><i><span data-contrast="none">Magari l’innovazione starà proprio nel trovare la risposta a questa domanda?</span></i></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Si, dobbiamo essere bravi, anche per chi studia questo, a capire come orientare gli altri. Però, io vedo troppa roba che sta uscendo senza sosta ma dovunque. Mi informo ogni tanto perché leggo un sacco di progetti. Solo stamattina ho visto altre venti startup nate solo su questa roba qua. Fanno più o meno la stessa cosa però in 20 aziende che stanno facendo anche… non lo so.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Che Dio ce la mandi buona.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In tema di Giffoni Film Festival, Luca Tesauro è prezioso come un personaggio di Wes Anderson e magnetico come uno di Sorrentino. Nella sala si respira creatività quando c’è lui. Spontaneo, poliedrico e audace. La conversazione con lui inneggia libertà: nessun confine, nessun limite, solo sperimentazione e voglia di conquistare il mondo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">A cura di:</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">Andrea Parisi, Mafalda Ingenito, Marco Crocamo, Serena Li Pizzi, Simone Bove, Valentina Caroccia</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/luca-tesauro-il-valore-delle-persone-e-della-fiducia/">Luca Tesauro, il valore delle persone e della fiducia</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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		<title>Esperienza e determinazione, le parole chiave di Federica Tortora</title>
		<link>https://seiunisa.it/esperienza-e-determinazione-le-parole-chiave-di-federica-tortora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 15:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ampia conoscenza, forte esperienza e determinazione, questo è ciò che è emerso dall’incontro con la dott.ssa Federica Tortora, Specialista Innovazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ampia conoscenza, forte esperienza e determinazione, questo è ciò che è emerso dall’incontro con la dott.ssa Federica Tortora, Specialista Innovazione Campania, Calabria e Sicilia Intesa Sanpaolo. L’impegno che ha dedicato alla continua formazione è sinonimo della passione per il lavoro che svolge e ci insegna che non bisogna mai accontentarsi di ciò che si sa, ma tendere sempre al miglioramento.</p>
<p>Preparata, dinamica, open minded: la dott.ssa Tortora ha messo a disposizione la sua ampia conoscenza per permettere agli Innovators di SEIUNISA di affacciarsi al mondo delle startup. Forte sostenitrice dell’eterogeneità del team, non ha mancato di sottolineare l’importanza di luoghi di incontro che, al di là delle nozioni e dei concetti, aiuta nel conoscere persone e a scambiare idee e punti di vista nuovi.</p>
<h3>A tu per tu con Federica Tortora</h3>
<h5><strong><em>Cosa intende per innovazione culturale? </em></strong></h5>
<p>Vuol dire creare dei momenti di condivisione con le aziende per cercare di parlare dell’importanza dell’innovazione in aziende, tra i vari progetti ricordo il “Laboratorio ESG”, che è un punto di incontro, fisico e virtuale, per accompagnare le imprese italiane nella transizione sostenibile; quindi, il laboratorio ha lo scopo di promuovere la discussione e stimolare la consapevolezza sulle tematiche ESG tra le aziende e le filiere.</p>
<p>Inoltre, vi invito a partecipare ad alcuni appuntamenti in cui si parlerà di innovazione nel mondo bioplastica insieme al Circular Economy Lab che è un’iniziativa di innovazione che nasce dalla partnership tra Cariplo Factory e Intesa Sanpaolo Innovation Center, per contribuire all’evoluzione del sistema economico italiano e diffondere nuovi modelli di creazione del valore nell’interesse collettivo, accelerando la transizione verso modelli di economia circolare.</p>
<p>Un altro appuntamento importante si terrà a giugno, riguardante anche il trend di innovazione nel mondo del tessile sostenibile e tra le testimonianze ci sarà una startup innovativa fondata da una donna, che ha creato un nuovo materiale tessile chiamato Ohoskin rivestito a base di arancia siciliana e cactus.</p>
<p>Nello specifico, è un materiale al 70% non fossile, quindi realizzato con materiali organici e riciclati, che non contribuiscono all&#8217;impronta di carbonio.</p>
<h5><strong><em>Quali sono i parametri per valutare se finanziare o meno una startup? </em></strong></h5>
<p>I parametri utilizzati per un’azienda non valgono per una startup. In quest’ultimo caso valgono alcuni assets immateriali che i venture capitalists esaminano quando effettuano la valutazione di una startup. Noi abbiamo preso quei parametri, li abbiamo rimescolati all’interno di un modello proprietario basato su un algoritmo che pesa in maniera diversa le varie aree di valutazione. Per le startup ci sono sei aree di valutazione e si esprimono attraverso una due diligence tecnologica (due diligence assessment to scorecard), un modello per valutare il potenziale tecnologico. Queste sono le sei aree da considerare:</p>
<ul>
<li>team;</li>
<li>analisi del mercato;</li>
<li>analisi della concorrenza;</li>
<li>analisi della value proposition;</li>
<li>investor relations;</li>
<li>analisi dei fabbisogni finanziari.</li>
</ul>
<p>A parte l’ultima che riguarda più gli aspetti economici-finanziari, le prime cinque si riferiscono a degli assets immateriali: capacità e complementarità del team, capacità di esecuzione dimostrata in passato dal team, presenza di advisor, capacità di analizzare il mercato di riferimento (TAM, SAM, SOM), analisi della concorrenza diretta e indiretta…</p>
<p>Molte startup cadono su queste domande: “a chi vendi?”, “a quanto lo vendi?”, “come lo vendi?”; se oggi finanziassi le startup che non mi sanno rispondere a queste domande, sarei in parte responsabile del loro fallimento. A livello deontologico io devo assolutamente finanziare una persona che SA quello che sta facendo, infatti boccio 8 business plan su 10, non per cattiveria ma per ETICA. Al di là del fatto che non rientrerei del finanziamento, non è comunque etico finanziare startup che non abbiano ben chiare le modalità con cui entrare sul mercato né come rimanerci. Ovviamente le vicende che possono colpire una startup (o un’azienda) sono tra le più variegate e non è detto che l’iniziativa non possa comunque fallire. Se boccio una start-up, do un feedback in modo tale che possano essere ricoperti quei gap.</p>
<p>Ovviamente assumono rilevanza anche i bilanci prospettici. Bisogna saper argomentare i valori che vengono inseriti (es. revenue stream, costi del personale, costi di acquisizione dei clienti…).</p>
<h5><strong><em>Questo approccio che percentuale di fallimento ha? Le startup scartate si sono poi rivelate in realtà vincenti? </em></strong></h5>
<p>Io ho una percentuale di scarto molto elevata. Su 10, ne porto avanti 2. La percentuale di fallimento delle start-up che fino ad ora ho finanziato è dell’8%, molto basso nel mio settore. Ovviamente potrei anche sbagliarmi su una startup che ho scartato, perché forse non ho capito bene il potenziale o non sono riusciti a comunicarmelo. Le valutazioni poiché sono fatte da un essere umano, ancorché basate su un algoritmo, non sono infallibili. All’opposto, potrei aver valutato bene una start-up che poi in realtà fallisce; magari il progetto è anche valido, ma può fallire per dinamiche interne (es. mancanza di coesione tra i soci).</p>
<h5><strong><em>Qual è la percentuale di startup al femminile? </em></strong></h5>
<p>Purtroppo, oggi le start-up al femminile sono poche. Richiamo alla vostra attenzione un importante progetto di cui Intesa San Paolo fa parte chiamato “Inspiring Girls” che sta portando tra i banchi delle scuole medie professioniste, scienziate, sportive e manager che possano spronare ragazze e ragazzi a non porsi limiti nella definizione del proprio percorso e a seguire le proprie ambizioni, qualunque esse siano.</p>
<h5><strong><em>Quali sono le varie fasi che bisogna seguire per passare da un’idea ad un&#8217;azienda? </em></strong></h5>
<p>Prima di tutto bisogna chiedersi se l’idea ha un senso, se si può monetizzare e se può creare dei ricavi che ovviamente consentano di mantenere in piedi un&#8217;azienda. Io dico sempre che le startup sono aziende, non qualcosa di irrealistico; bisogna inseguire l&#8217;idea che la startup possa e debba diventare un&#8217;azienda sostenibile economicamente, che sia profittevole.</p>
<p>Quindi, a tutti quelli che decidono di intraprendere un percorso di start up, dico che si andrà nella direzione di avere un&#8217;azienda vera e propria, il che vuol dire pagare i dipendenti, pagare le tasse, pagare l’F24. Nel momento in cui si decide di fare l&#8217;imprenditore o lo startupper bisogna avere la consapevolezza dei rischi, cioè tenere in considerazione anche la parte legale oltre al prodotto.</p>
<p>Il primo suggerimento che potrei darvi è di rivolgersi ad un incubatore, il quale non prevede costi di incubazione. L’incubazione ha una durata fra i 2 e i 6 mesi. In questa fase si fa un vero e proprio percorso di affiancamento, dalla parte basica in poi. In altre parole, si approfondiscono i seguenti aspetti:</p>
<ul>
<li>Che cosa vuol dire costituire giuridicamente una startup, se è possibile costituirla senza notaio.</li>
<li>A che condizioni è possibile costituire una startup.</li>
<li>Quali sono i vantaggi fiscali di costituire una startup innovativa.</li>
<li>Cosa vuol dire giuridicamente costituire una startup innovativa.</li>
</ul>
<p>Una considerazione che merita di essere evidenziata è che la startup innovativa non può fallire.</p>
<h5><strong><em>Ma l&#8217;incubatore ha un costo? </em></strong></h5>
<p>Un percorso di incubazione è gratis, ma alcuni servizi si pagano. Per esempio, se volessi usufruire di una postazione di coworking ci potrebbero essere dei costi. Poi, di solito, quando la startup cresce c&#8217;è un affiancamento in termini di altri servizi come l’accompagnamento alla Banca o al Fondo di Venture CAPITAL, eccetera eccetera.</p>
<p>Suggerisco gli incubatori certificati MISE, cioè l’incubatore che ha fatto un determinato percorso di certificazione convalidato dal ministero. In Campania esistono sette incubatori certificati MISE, almeno uno per ogni provincia.</p>
<h5><strong><em>Qual è la differenza tra incubatore e acceleratore? </em></strong></h5>
<p>Generalmente gli incubatori hanno l’obiettivo di supportare un progetto imprenditoriale nei primissimi mesi di vita. L’acceleratore al contrario è destinato alle fasi successive: prende in considerazione idee un po’ più mature, sebbene ancora in fase di pre-fatturato, e le accelera. Tradizionalmente un progetto nasce in un incubatore e successivamente è accelerato da un acceleratore. Sia gli incubatori che gli acceleratori sono gratuiti in quanto finanziati da fondi pubblici o enti privati. Tuttavia, partecipare a un acceleratore richiede un impegno di tempo.</p>
<p>Oggi la maggioranza degli acceleratori ha dei programmi abbastanza compatti, di durata tra i quattro e i sei mesi. Gli orari sono flessibili e permettono di seguire in modalità ibrida, cioè digitale o in presenza.</p>
<p>Un’altra differenza tra incubazione e accelerazione sta anche nel fatto che negli acceleratori è possibile ottenere finanziamenti in cambio di equity.</p>
<h5><strong><em>Come si accede ad un acceleratore? </em></strong></h5>
<p>Per accedere a un acceleratore bisogna superare un processo di selezione: non tutte le startup che applicano per un acceleratore vi possono accedere. Per esempio, nel 2022 si sono candidate 126 startup per accedere all’acceleratore “Terra Next”, ma solo 8 sono state selezionate. Siccome CDP aveva stanziato 750.000€ per un massimo di 10 startup, ciascuna ha ricevuto un finanziamento di 93.000 €. Ovviamente se non si supera la selezione è possibile ripresentarsi anche gli anni successivi.</p>
<h5><strong><em>Dopo il periodo di incubazione e accelerazione, qual è il passaggio successivo che si deve fare per realizzare un’azienda a partire da un’idea? </em></strong></h5>
<p>Dopo l&#8217;accelerazione ci sono più strade che si possono seguire la prima può essere la banca oppure si può accedere ad un venture capital o in alternativa ad un funding.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di:</p>
<p><em>Tersa Abbagnale &#8211; Maria José Agostini &#8211; Francesco Colangelo &#8211; Antonio Langella &#8211; Francesca Preite &#8211; Davide Risi</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/esperienza-e-determinazione-le-parole-chiave-di-federica-tortora/">Esperienza e determinazione, le parole chiave di Federica Tortora</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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		<title>Pensiero zero e azione cento: quattro chiacchiere con Amleto Picerno Ceraso </title>
		<link>https://seiunisa.it/pensiero-zero-e-azione-cento-quattro-chiacchiere-con-amleto-picerno-ceraso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per capire l’andamento evolutivo del mondo del lavoro e del mercato è necessario porsi le domande giuste e trovare quelle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto"><br />
Per capire l’andamento evolutivo del mondo del lavoro e del mercato è necessario porsi le domande giuste e trovare quelle risposte che possano servire a chi si affaccia a questo microcosmo a tracciare un sentiero di realizzazione e contribuire al miglioramento della classe lavorativa.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"><strong>Amleto Picerno Ceraso</strong> ha fornito le giuste indicazioni per accompagnare i futuri innovatori, grazie alle esperienze e ai successi a cui è stato partecipe nel corso della sua carriera. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"><strong>Architetto</strong>, è <strong>docente di Design Computazionale</strong> presso la Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. Ha </span><span data-contrast="auto">co-fondato la Medaarch, società di progettazione, consulenza, formazione e ricerca specializzata nelle tecnologie di digital fabrication. Lavorando con l’innovazione tecnologica per creare un impatto positivo sulla manifattura, l’istruzione, il lavoro e il futuro delle città. Nel 2018 con la Medaarch ha lanciato e coordinato il primo Centro per l’Artigianato Digitale nato in Italia</span><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Con lo studio associato vince concorsi d’architettura. I suoi lavori sono premiati come progetti innovativi in ambito internazionale, alcuni sono stati presentati allo SMART CITY WORLD CONGRESS EXPO 2012 di Barcellona. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Autore del Paper presentato al FAB10 di Barcellona 2014 Resilient productive city</span><span data-contrast="auto">. È stato docente per il corso di gestione e manipolazione dati per il progetto d’Architettura e di digital Fabrication per il Master Tecnologie Emergenti dell’Istituto Nazionale per l’Architettura.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ceo della webzine </span><a href="http://www.aramplus.com/"><span data-contrast="auto">www.aramplus.com</span></a><span data-contrast="auto"> che dal 2004 propone articoli e realizza video che indagano il fare dell’architettura contemporanea. Titolare di brevetti per “Comunicative architectural facades”</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nel corso del nostro incontro, il professor Ceraso ha mostrato <strong>quali sono i punti di riflessione che dovrebbero accompagnare chiunque voglia addentrassi nel mondo dell’imprenditorialità</strong>, in primis avendo un spirito pronto all’azione, capace di trasformare ogni nozione appresa nel corso della propria esistenza in strumenti utili per affrontare questo settore e riuscire nel migliore dei modi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}">A tu per tu con Amleto Picerno Ceraso</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong><i>In Italia viene vista come un’eresia voler aprire una P. IVA, preferire un lavoro aziendale al sicuro “posto fisso”.  Come considera questa affermazione?</i> </strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">I dati affermano che, per quanto questo sia un luogo comune, veniamo fuori da un periodo di dimissioni di massa. In Italia, perché chi ha il famoso “posto fisso” si dimette? Due milioni di persone che si licenziano non è un dato da ignorare, è necessario riflettere sulle cause che hanno scatenato queste dimissioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In estrema sintesi, dal mio punto di vista: si è inceppato il modello precedente […] le persone si domandano che cosa stanno facendo della propria vita. La consapevolezza della propria esistenza e del proprio tempo sta prendendo sempre più margine. La libera professione ti offre migliori risultati, migliore gestione del proprio tempo e un aspetto economico più che positivo.</span></p>
<h5><strong><i>Quali e quanto i suoi studi informali e la sua visione culturale hanno influito nel suo lavoro, ad esempio il Centro di Artigianato Digitale?</i> </strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">Tutto! Ho incontrato persone, visto film, letto libri e ascoltato musica. Ho incontrato persone che in un determinato momento della mia vita mi hanno aiutato a tracciare una strada da indagare: non sono arrivato a nessuna conclusione, so che c’è un sentiero da battere.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Dobbiamo smontare tutto quello che abbiamo pensato come cultura […]. La concezione dell’università che debba essere tutta contenutistica e non emotiva: nulla si sposta se non c’è un movente emotivo; nulla ti resta della costruzione idraulica se non c’è un movente emotivo.</span></p>
<h5><strong><i>Molto spesso l’impronta accademica è incentrata molto sull’arrivare ad un determinato obiettivo, seguendo un percorso prestabilito, senza immaginare una strada alternativa per arrivarci.</i> </strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">La verità che insegnano nelle università è imprescindibile, è importante e fondamentale, monteremo il nulla senza di esse.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mio più grande rimpianto è che non ho abbastanza tempo ed energie per studiare, ma passo intere giornate a non fare niente o a scrollare con il cellulare. La narrazione intorno a noi è sbagliata […] Non c’è niente di male ad essere improduttivi, conta quello che farai nel momento in cui ti alzi. Il sistema in cui siamo calati ci imbriglia perché deve vendere. E questa roba che devono vendere, ha grandi ripercussioni su noi stessi. La narrazione dipende da noi stessi e dall’interpretazione che diamo alle esperienze.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Consiglio: trasformate il vostro pensiero in azione, cioè pensate di meno e agite di più; pensiero zero e azione cento. Esperienze come leggere un libro o ascoltare musica posso offrire un insegnamento importante per la nostra vita. Con l’esperienza diretta, sul campo, si capirebbero cose che non avremmo capito studiandole sui libri.</span></p>
<h5><strong><i>Nel caso dell’artigianato, come ha fatto a creare questo passaggio tra modalità “vecchie” e “nuovi”?</i> </strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">È un approccio un po&#8217; particolare, cioè non si può fare innovazione su una cosa nuova, sarebbe strano innovare qualcosa di nuovo. Innovare è farsi le domande essenziali, cioè ripensare a quella cosa in una prospettiva nuova. Bisogna allontanare quei preconcetti che limitano il nostro modo di pensare e che possa compromettere l’innovazione.</span></p>
<h5><strong><i>Si è notato come l’informatica, l’intelligenza artificiale, stanno prendendo il sopravvento su tutte le altre tipologie lavorative. Da qui in avanti, nel suo lavoro, con l’implementazione di queste nuove tecnologie, si può arrivare ad un punto di superamento delle mansioni e della creatività dell’uomo? </i> </strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">Le performance delle macchine miglioreranno sempre di più, ma aumenteranno anche le nostre conoscenze e la nostra qualità sul lavoro. Il punto sarà: come possiamo trasferire alle tecnologie qualcosa che le tecnologie non hanno? Quindi una sorta di sensibilità o di pensiero? Questa è una cosa che non ci riesce ancora.</span></p>
<h5><strong><em>Qualcosa che ci permette ancora di non far prendere il sopravvento alle tecnologie sul nostro lavoro. </em></strong></h5>
<p><span data-contrast="auto">La nostra mente, il nostro subconscio, è strutturato come un sistema complesso. A sua volta un sistema complesso può analizzare anche qualcosa che non è necessariamente umano. La domanda con cui vi lascio è: qual è il confine tra naturale ed artificiale?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di:</p>
<p><em>Matteo Cicalese &#8211; Sebastiano De Stefano &#8211; Vincenzo Iannuzzi &#8211; Francesco Palumbo &#8211; Marta Rosa Pierri &#8211; Lorenzo Raso</em></p>
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		<title>Come avviare la propria carriera imprenditoriale? Risponde Francesco Serravalle</title>
		<link>https://seiunisa.it/come-avviare-la-propria-carriera-imprenditoriale-risponde-francesco-serravalle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 12:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli incontri con gli evangelist del progetto “Student Entrepreneurship &#38; Innovation” promosso ed organizzato dall’Università degli Studi di Salerno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/come-avviare-la-propria-carriera-imprenditoriale-risponde-francesco-serravalle/">Come avviare la propria carriera imprenditoriale? Risponde Francesco Serravalle</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli incontri con gli evangelist del progetto “Student Entrepreneurship &amp; Innovation” promosso ed organizzato dall’Università degli Studi di Salerno e la Fondazione Unisa.</p>
<p>Imprenditore di lungo corso, business coach ed esperto HR manager. Stiamo parlando di Francesco Serravalle che lo scorso 31 marzo ha incontrato i 50 studenti “innovators” &#8211; selezionati dall’ateneo salernitano – raccontando loro la sua esperienza imprenditoriale e personale, fornendo spunti di riflessione e consigli su come avviare la propria carriera e quali opportunità è importante cogliere oggi da chi si affaccia al mondo dell’impresa, dell’innovazione e del lavoro. Grande attenzione è stata dedicata ai temi dell’imprenditorialità, l’avvio di nuovi business e l’importanza del ricambio generazionale, tema – quest’ultimo – fortemente sentito dall’ospite che nel corso dell’incontro plenario ha ben spiegato come, secondo lui, è dalla collaborazione tra i diversi profili professionali e generazionali che è possibile creare nuovo valore aggiunto per le imprese ed il territorio.</p>
<p>A margine del meeting Serravalle si è trattenuto con alcuni studenti che hanno avuto modo di approfondire, in una conversazione informale, alcuni dei temi “caldi” affrontati dall’evangelist, che ha poi anche rilasciato una breve intervista.</p>
<h3>A tu per tu con Francesco Serravalle</h3>
<h5><strong><em>Cosa si aspetta dal progetto SEIUNISA? Cosa questa iniziativa può lasciare ai ragazzi e cosa può lasciare a lei? </em></strong></h5>
<p>Personalmente ho sempre cercato di ridare al mio territorio e alle nuove generazioni ciò che avrei voluto ricevere io e quindi sono contento di aver avuto l’opportunità di partecipare. Spero che nei ragazzi che partecipano si inneschi un vivo e sincero interesse e che da questo percorso riescano a cogliere e vivere esperienze significative all’interno dell’ecosistema dell’innovazione che sta nascendo da questa iniziativa.</p>
<h5><strong><em>Ha mostrato un forte attaccamento al territorio. Rispetto all’iniziativa in corso – tra le poche in Italia nel suo genere e sicuramente l’unica al sud – ritiene che il contesto locale in cui viviamo sia in grado di offrire le giuste opportunità per l’imprenditorialità, l’innovazione e l’assorbimento delle alte competenze specifiche che si vanno a formare? </em></strong></h5>
<p>Su questo mi sento di rispondere in maniera affermativa. Sicuramente un forte impatto lo ha dato l’avvento dell’economia digitale senza la quale, probabilmente, non sarei rimasto sul territorio. Al di là della classica affermazione “è un bel posto” è doveroso sottolineare che se siamo cresciuti con determinati riferimenti culturali ed estetici questo rappresenta per noi un sicuro vantaggio competitivo: se voglio investire in una start-up che opera nel turismo qui sono tra i migliori 10 posti al mondo in cui è possibile farlo. Poi certo i problemi ci sono a partire magari dalla burocrazia, dal sistema bancario ma è innegabile che qui si vive meglio che da altre parti e sarei sciocco ad andare fuori.</p>
<h5><strong><em>E in questo contesto la globalizzazione possiamo vederla come una opportunità o una minaccia? Come possiamo approcciarci al futuro del nostro territorio in questo contesto? </em></strong></h5>
<p>La globalizzazione ha dato una seconda opportunità a quei territori che erano indietro nello sviluppo economico e per coglierla è fondamentale che chi prende le decisioni riesca a fare rete e a creare un sistema. Da qui nasce il mio impegno in Confindustria. C’è poi da dire che l’essere diventato padre [nel 2015, NDR] ha contribuito nel farmi approcciare al tema in maniera diversa: vedo il futuro e il territorio in un modo differente rispetto a prima, gli investimenti su un territorio si fanno se si prevede di rimanere e per il futuro ed il benessere di chi verrà poi.</p>
<h5><strong><em>Quali sono quindi, secondo lei, le questioni più urgenti che bisogna affrontare a livello sistemico? </em></strong></h5>
<p>Una prima questione è sicuramente quella del cambio generazionale. Provocatoriamente potrei dire “meglio un giovane stupido che un anziano intelligente”.  Ne faccio una questione di orizzonte temporale: un anziano – per quanto capace ed intelligente – ha la tendenza a ragionare e ad operare le sue scelte nel breve termine. Le sfide che il mondo contemporaneo ci pone davanti richiedono invece pianificazione ed orizzonti temporali lunghi anche rispetto ai risultati che si vuole ottenere.</p>
<p>Un’altra grande questione è quella relativa alla necessità di ritrovare un certo “amor proprio” rispetto al territorio nonché una certa attenzione rispetto alla tutela dello stesso. È necessario saper fare squadra e sviluppare la capacità – per nulla italiana – di circondarsi di persone che “ne sanno” più di noi per poter aver l’opportunità di migliorarci ed imparare.</p>
<h5><strong><em>Erroneamente si potrebbe pensare che l’innovazione sia qualcosa che attiene prettamente le figure in area STEM, lei sembra invece suggerire che non sia così. </em></strong></h5>
<p>I team multigenerazionali, ovvero, quelli più trasversali in competenze sono i migliori. Il punto è proprio riuscire ad integrare le competenze: occorre essere costantemente aggiornati per capire quali sono i nuovi trend e questo lo si fa attraverso i social, il confronto tra i colleghi in ambiti diversi o che hanno vissuto esperienze ed ambienti differenti rispetto a noi.</p>
<h5><strong><em>A proposito di competenze, le imprese di oggi su cosa basano le proprie gerarchie? </em></strong></h5>
<p>Non c’è più l’idea che l’imprenditore deve essere il più bravo nel processo produttivo, in quello gestionale e in quello amministrativo. Chi ragiona ancora così, ha poco tempo di vita. Il modello di oggi si basa, come dicevamo, sulle competenze, dunque mettere le persone giuste al posto giusto. L’imprenditore deve essere bravo a costruire un sistema di controllo, ma non deve essere il più bravo a fare tutto.</p>
<h5><strong><em>Spostiamo un attimo il focus, invece, su due tematiche molto sentite oggi: sostenibilità e digitalizzazione. Come si pongono le aziende nei confronti di questi grandi cambiamenti che attraversano il mondo odierno? </em></strong></h5>
<p>Riguardo la digitalizzazione, è un dato di fatto. O ti adegui o resti parecchio indietro. È un percorso più facile, da un certo punto di vista, perché dipende dall’organizzazione e meno da fattori esterni. Per quanto riguarda la sostenibilità, invece, il discorso cambia un po’. Ci sono varianti esterne alla propria società, varianti su cui non si ha molto controllo. È un tema che è emerso fortissimo negli ultimi anni, ma sul quale gli Stati e le amministrazioni ancora devono trovare una quadra. Ecco, un imprenditore che pensa alla sostenibilità si troverà davanti normative e meccanismi complicati da mettere in atto. La strada è giusta, però c’è bisogno di più chiarezza e semplicità nella legislazione.</p>
<h5><strong><em>Ecco, e rispetto a queste tematiche, così come per l’innovazione, qual è il ruolo dell’università? </em></strong></h5>
<p>La ricerca è fondamentale, c’è poco da discutere. Gl’investimenti dovrebbero essere ancora maggiori, a mio avviso, e ci sarebbe bisogno di un efficientamento dei processi, ma non siamo messi così male in Italia. Certo, è innegabile che un certo gap ci sia tra nord e sud, perché gli Atenei del nord hanno un tessuto di collegamenti imprenditoriali più stretti, ma l’obiettivo deve essere lo stesso: non slegarsi dal territorio e collaborare con le imprese e gli imprenditori, ragionando su progetti concreti.</p>
<h5><strong><em>Approfittiamo della sua esperienza da imprenditore e innovatore per farle una domanda un po’ più pratica. Legge un curriculum: quali sono le cose che per primo le saltano agli occhi? </em></strong></h5>
<p>Le attività extracurriculari. Da lì capisco quanto hai voglia di fare, quanto ti sei dato da fare e in quali cose. Capisco un po’ di più la persona.</p>
<h5><strong><em>Concludendo quale consiglio si sente di dare a noi ragazzi? </em></strong></h5>
<p>A fine giornata domandarsi sempre “sono felice di quello che sto facendo?”. Se la risposta è “si”, vuol dire che stiamo crescendo e stiamo entrando in contatto con persone stimolanti che ci lasciano qualcosa: la felicità è un elemento fondamentale nell’apprendimento.</p>
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		<title>Giancarlo Senatore: un focus sull&#8217;innovazione nel settore pubblico</title>
		<link>https://seiunisa.it/giancarlo-senatore-un-focus-sullinnovazione-nel-settore-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gruppostratego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 16:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;innovazione nel settore pubblico spesso sembra più limitata rispetto al settore privato, e ciò è dovuto a diversi fattori. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/giancarlo-senatore-un-focus-sullinnovazione-nel-settore-pubblico/">Giancarlo Senatore: un focus sull&#8217;innovazione nel settore pubblico</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;innovazione nel settore pubblico spesso sembra più limitata rispetto al settore privato, e ciò è dovuto a diversi fattori.</p>
<p>In primo luogo, nel contesto pubblico, manca spesso l&#8217;incentivo ad assumersi il rischio di promuovere l&#8217;innovazione e ciò si traduce in una cultura respingente verso questo concetto. Inoltre, quando qualcuno se ne assume il rischio, decidendo di incentivarla, può incontrare difficoltà ed una certa resistenza nel coinvolgere altri membri dell&#8217;organizzazione, perché manca spesso una massa critica di persone disposte a sostenere l&#8217;idea.</p>
<p>Un&#8217;altra criticità che si evidenzia è che, nel settore pubblico, il successo dell&#8217;innovazione è spesso valutato sulla base di numeri concordati, che possono non riflettere il suo effettivo impatto. Negli ultimi tempi, la consapevolezza dell&#8217;importanza dell&#8217;innovazione nel settore pubblico sta crescendo, e ci sono organizzazioni che stanno cercando di promuoverla e sostenerla:</p>
<p>Intellera, ad esempio, è nata per cercare di portare innovazione e consulenza finanziaria nel settore pubblico, attraverso l&#8217;adozione di una logica più complessa e integrata nella valutazione degli impatti.</p>
<h3>A tu per tu con Giancarlo Senatore</h3>
<h5><strong><em>L’innovazione nel settore pubblico sembra più limitata rispetto al settore privato. Giusto o sbagliato? Se si, quali possono essere i fattori? </em></strong></h5>
<p>Innovazione intesa in termini di “porto alla macchina pubblica un’idea” si ha nel momento in cui vi sono due condizioni in particolare:</p>
<p>La prima è avere attorno al tavolo persone che hanno voglia di provarci. Purtroppo nel contesto pubblico vi sono pochi incentivi, non di carattere economico.</p>
<p>Bisogna creare la capacità di coinvolgere anche altri pezzi dell’organizzazione. Gli eroi prima o un poi cadono, è la storia della nostra tradizione istituzionale. Quando riesci a creare una massa critica attorno ad un’innovazione non si è da soli, non è un qualcosa voluto dal singolo, ma diventa il prodotto di una sommatoria, si crea dunque un effetto snowball che dunque non può fermarsi.</p>
<h5><strong><em>“Per me questo è un mondo totalmente nuovo rispetto a quello che ho imparato a conoscere nel mio corso di studi. Nel concreto, ad esempio con il vostro intervento nell’ambito turistico, che cosa si è riusciti ad ottenere?” </em></strong></h5>
<p>“L’indicatore di successo per la nostra società è stato il numero di progetti che stanno aderendo e che piano piano hanno aderito alla piattaforma. Noi siamo pagati in parte per la realizzazione della piattaforma, cioè la soluzione informatica che permette alle persone di segnalarsi e associarsi, in parte per il successo sulla base dei numeri concordati. Noi consulenza finanziaria vi aiuteremo a portare a casa almeno 30 strutture alberghiere, almeno 50 start up o simili, come piccole società già strutturate e avviate che però hanno bisogno di sostegno. Tutti i progetti sono quindi valutati sulla base dell’impatto che hanno. Ad esempio, si vuole migliorare la qualità dell’aria. La logica della programmazione ordinaria dei fondi europea era ti pago sulla base del numero di alberi che hai piantato. Dunque la connessione del miglioramento della qualità dell’aria era sulla quantità di alberi piantati, indipendentemente dal tipo d’albero e dove fosse piantato, e si pagava in funzione esclusiva del numero d’alberi. Questo si capisce non essere la soluzione al problema, perché non è funzionale solo il piantare l’albero, ma è anche necessario ottenere un miglioramento della qualità dell’aria attraverso il tipo di albero, dove e come è piantato, e quali altri azioni si mettono in campo per fare in modo che dopo gli alberi si abbia una qualità dell’aria migliore. Oggi, quando si propone con il PNRR, non si richiede la migliore proposta per piantare 100 alberi, ma la migliore proposta per migliorare la qualità dell’aria da x a y nella zona di Milano. Dopodiché i singoli ipotizzeranno soluzioni, come riduzione del traffico urbano, miglioramento del servizio su gomma elettrico. L’insieme di queste azioni porteranno al miglioramento dell’impatto ambientale. Questa è la logica valida per tutti i progetti, quindi anche sul turismo. In conclusione, siamo valutati sulla base della realizzazione di sportelli informativi ecc, e sull’impatto complessivo che otteniamo con l’adesione all’iniziativa”.</p>
<h5><strong><em>Lei ci ha raccontato di come è nata Intellera, io ero curioso di conoscere il perché è nata Intellera, da  chi è nata l&#8217;idea? </em></strong></h5>
<p>Una delle motivazioni che ci ha spinti a fondare Intellera è la consapevolezza che abbiamo raggiunto, noi, 14 partner della vecchia PWC.</p>
<p>Tra noi è maturata l&#8217;idea che una società di consulenza anglosassone multinazionale profondamente guidata dalle logiche di revisione, se vogliamo dirla così, perché PWC nasce come società di revisione, ha nel core business le cose che vi ho detto e ha laterale tutto il resto. Se il core business è l&#8217;audit, collegato all&#8217;audit ci sono tutte le operazioni finanziarie eccetera, che sono una parte importante di società come quelle, poi ci sono attività come la consulenza per i soggetti privati, dopodiché arriva la consulenza per il mercato pubblico, perché è la cosa più distante in assoluto dal core business. Allora per tornare alla domanda, la consapevolezza della forza che noi avevamo verso il mercato, in quanto avevamo molti contratti, relazioni, potenzialità con una platea enorme di soggetti, consapevolezza esterna e la consapevolezza interna che dentro l&#8217;organizzazione comunque eravamo considerati come distanti dal core business; l&#8217;insieme delle due cose ci ha portato a dire “ma perché non ci proviamo? Ma qual è il rischio?” Il rischio è che come consulenti, non saremo apprezzati? Comunque, partivamo con una base già solida. Quando si avviano attività di questo genere un po’ di senso dell&#8217;avventura occorre avercelo, perché sennò non ti lanci, ma anche poi avere una base che ti sostiene per un po’, cioè sapere che al peggio non vai proprio l&#8217;anno dopo, in mezzo alla strada. Quindi c&#8217;erano condizioni interne, condizione esterne, e anche forse la voglia di provarci.</p>
<h5><strong><em>Quando si ha una crescita così ampia come quella di Intellera, da 400 a 1300 persone, come si fa a dare un metodo di lavoro a tutti coloro che arrivano? Ho sentito prima che non è definita una cultura aziendale, immagino ci siano determinate metodologie di lavoro, come si fa a trasmetterle a così tante persone, magari anche alla prima esperienza lavorativa?  </em></strong></h5>
<p>Non vi è l&#8217;assenza di una cultura aziendale ma l&#8217;assenza di una cultura unica. Se voi entraste in una classica big four, una delle società di consulenza più note, avreste un impatto fortissimo a standard, procedure, gerarchie, regole. Sono società di impostazione anglo-americana, hanno grandi numeri da gestire e quindi definiscono dei percorsi entro cui le persone si adeguano, e più velocemente lo fanno più hanno successo in questi percorsi di carriera: questo è lo standard tipico.</p>
<p>Noi proveniamo da questa impostazione, i 400 iniziali erano PwC a tutti gli effetti, e quella struttura, ai fini del ragionamento legato alla quantità di persone, ha retto bene.</p>
<p>Considerando la domanda, limitandosi a &#8220;come si fa ad organizzare queste persone?&#8221;, quello lì era il punto forte preso dalla PwC, perchè avevamo già una struttura organizzata, già procedure standardizzate, addirittura sono state adottate le stesse linee guida adottate in precedenza.</p>
<p>Cosa è cambiato? Le linee guida vanno bene per le grandi organizzazioni, ma per le piccole organizzazioni sono molto pesanti e spesso ingabbiano il potenziale delle persone (se sono senior consultant posso o non posso fare delle cose, ecc&#8230;), tendono a far pensare alle persone che possono muoversi solo in certi ambiti e non in certi altri.</p>
<p>Aver liberato questo potenziale è stato il passaggio dall&#8217;interno di una struttura così forte, pur con delle regole, ad una struttura in cui tutte le culture sono accettate: più della metà delle persone vengono da abitudini organizzative diverse e quindi si è creato un clima positivo dal punto di vista della creatività.</p>
<p>Però l&#8217;infrastruttura di base era con una solida impostazione ereditata dalla realtà precedente.</p>
<h5><strong><em>Quindi avete avuto un adeguamento che è partito sia dalla vostra struttura ma anche dalle persone che sono arrivate? </em></strong></h5>
<p>Esattamente. Una delle cose che dico più spesso è che, quello che chiamiamo l&#8217;Intellera Spirit, passa molto attraverso il concetto di unlocking potential, cioè liberare il potenziale: le persone non devono essere gravate dal peso della gerarchia, al contrario voglio sapere qual è la proposta, voglio capire cosa posso fare, e, se la proposta è buona, non mi interessa che venga dall&#8217;ultimo arrivato e non dal manager o dal director, che magari sono presi da altre cose e si dimentica di valorizzare le persone.</p>
<p>Unlocking the potential è togliere il tappo dalla pentola e da questo vengono fuori cose molto interessanti.</p>
<p>Questo è stato il meccanismo.</p>
<p>Tornando alla domanda non è che non c&#8217;erano culture, intendevo che non c&#8217;era quella situazione in cui se non hai una regola non parli, c&#8217;è un mix di culture diverse con una impostazione di base organizzativa forte.</p>
<h5><strong><em>Come avviene il contatto tra enti grandi e piccoli ed Intellera? </em></strong></h5>
<p>Il contatto commerciale tra enti ed Intellera avviene tramite gare, specialmente per progetti di grandi dimensioni. Al di sotto di una certa cifra, grazie al nuovo codice degli appalti, gli incarichi vengono assegnati direttamente, ma la regola generale rimane quella di fare una gara di appalto. Uno dei punti di forza della nostra società è l&#8217;ufficio gare, praticamente un ufficio di progettazione: si concentra tutto il know how della macchina e di volta in volta si prendono persone con competenza specialistica a seconda del progetto. Ad esempio se un ente richiede una consulenza per la trasformazione digitale, richiederà un&#8217;offerta, che verrà corredata con tecniche ed approcci utilizzati. Il progetto tecnico per una gara grande è un faldone che contiene lo stato dell&#8217;arte di quello che c&#8217;è da sapere su quell&#8217;ambito. Bisogna concentrare competenze diverse, in analogia a quelle richieste per un lavoro di ingegneria: così come ogni progettista deve avere una conoscenza specifica e deve sapere quali sono i parametri da inserire, ad esempio, all&#8217;interno di un capitolato, questo vale anche nel nostro campo, è quello il meccanismo fondamentale. Oggi abbiamo un &#8220;magazzino&#8221; di gare aggiudicate di circa 350 mln di euro: se smettessimo di acquisire nuovi contratti, lavoreremmo per i prossimi 3 anni sulla base dei contratti già acquisiti. La gara è il momento in cui si fa la migliore elaborazione di un oggetto, è un lavoro molto concettuale, &#8220;di testa&#8221;.</p>
<h5><strong><em>Collegandoci al discorso del lavoro nel Settore Pubblico come si supera questa reticenza verso l’innovazione e quindi come si convince “la macchina” a cambiare? Per fare un esempio pratico, lo SPID che ha sicuramente rivoluzionato la modalità di accesso a servizi pubblici, ma è stato molto criticato dai cittadini e non solo. </em></strong></h5>
<p>Lo SPID è un esempio molto interessante, è decollato con la pandemia, prima si parlava di 6-7 milioni di italiani con lo SPID, dopo la pandemia si è arrivati a 35 milioni.</p>
<p>Per far sì che le persone adottino questi sistemi devi creare una condizione normativa, per cui un obbligo, ma nel caso dello SPID l’obbligo era già presente pre-COVID e aveva portato solo a 7 milioni di utilizzatori per cui nei primi sette anni di SPID si era a valori minimi. La chiave è invece un evento di discontinuità, è triste da constatare ma l’attuale successo dello SPID lo si deve alla pandemia. Per tornare ad un discorso generale, nel piccolo delle organizzazioni si ha bisogno dei due elementi, quello abilitante normativo e su questo aspetto c’è già un’apertura alle innovazioni, ma è necessario anche creare la discontinuità di processo in modo che si generi un effetto a cascata che induca l’organizzazione a cambiare. Ovviamente va aggiunto che è necessario anche avere un back office capace di gestire il tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di:</p>
<p><em>Francesca Calanca &#8211; Gaetano De Rosa &#8211; Giuseppe Delli Priscoli &#8211; Martina Moscato &#8211; Vincenzo Palmieri &#8211; Francesca Sammartino</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://seiunisa.it/giancarlo-senatore-un-focus-sullinnovazione-nel-settore-pubblico/">Giancarlo Senatore: un focus sull&#8217;innovazione nel settore pubblico</a> proviene da <a href="https://seiunisa.it">SEIUNISA</a>.</p>
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